Ce stanno a SOMMERGE

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Amica coatta, amico coatto, so stati mesi duri, inutile ripeteselo: mesi de rinunce, de pane fatto in casa e de odore de amuchina che se mischiava a quello del sugo che sapeva de casa.

Ma so stati pure mesi in cui l’acqua dei fiumi è tornata trasparente, l’animali se so messi a attraversà la strada e a ripjiasse i parchi svotati dalla gente e er cielo è stato de n’azzurro che manco un principe sur cavallo bianco.

Insomma, dapaura. Pe n’attimo è sembrato quasi che ce ne fregasse qualcosa.

É parso che se da na parte ce stavamo a cacà sotto, dall’artra stavamo a diventà gente mejo. Ma allora tocca dimostrallo.

Ora avemo la possibilita de cambià le abitudini pe davero, ripartì mejo de prima, non pensando all’ambiente solo quando volemo annà in spiaggia a sfoggià la tartarughina da’a pizza ripiena della quarantena.

Ve stamo a parlà, tra l’altre cose, da’a plastica e dell’imballaggi che ce stanno a sommerge, pure più de prima:

secondo la Coldiretti, è già er trionfo del take away. Più de n’italiano su 3 (er 37%) acquista cibo da asporto (1) e, aggiungemo noi, se fa spedì l’impossibile ordinato sur web producendo monnezza su monnezza.

Giusto esse ar passo coi tempi e cavassela come se pò,
ma difendere l’ambiente vuol dire difendere tutti, perchè quello che producemo se lo rimagnamo pure (la sapete la storia der pesce che se magna la plastica, sì?).

Eccove qualche approfondimento utile:

(1) https://www.coldiretti.it/economia/coronavirus-lok-al-take-away-salva-1-italiano-su-3

Fase 2. Ecco le 33 proposte di Legambiente per rilanciare l’Italia in chiave green

Plast eat

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